SCUOLA DI ECONOMIA DOMESTICA
Rigoverno ragionale della casa
Dal Famulato Cristiano: Appena levati la mattina si spalancano le finestre di tutte le camere da letto si tolgono le coperte dai letti: si mettono vicino alla finestra si scuotono ben bene i materassi e si lasciano alzati per qualche tempo.

SCUOLA DI ECONOMIA DOMESTICA
Come si fa e si disfa il letto
Dal Famulato Cristiano: Metto due sedie in fondo al letto. Poi metto il guanciale, le lenzuola e le coperte ben ordinato sulle sedie. Volto il materasso in senso diverso.

SCUOLA POPOLARE
Tema: “Gennaio al mio paese” (12 gennaio 1972)
Gennaio al mio paese è venuto portandoci tanta neve. A noi bambini piace tanto la neve, per andare sopra la slitta. Con le amichette e cugine, siamo andate sulla slitta e ci siamo molto divertite. C’era mia cuginetta più piccola quando vedeva che la slitta andava forte aveva paura, allora ci fermavamo.

SCUOLA POPOLARE
Tema: “Se ti fosse offerta la possibilità, quale lavoro sceglieresti? E perché?” (4 marzo 1953)
Un lavoro che molto mi piace è il lavoro da panettiere che ho fatto fino adesso e continuo tuttora a fare. Però molto mi piacerebbe di più potere andare a farlo in città dove tutto è più comodo, forni moderni, macchine da impastare e altre cose ancora. Di tutte queste cose quassù non v’è nulla, tutto all’incontrario.

SCUOLA POPOLARE
Tema: “Scrivi una lettera ad un tuo amico dicendo che è incominciata la scuola popolare” (22 dicembre 1952)Caro amico,
ti scrivo queste poche righe per farti sapere mie notizie. Come stai? Credo bene come altrettanto ne è di me. Cosa fai sempre di bello? Naturalmente sempre le solite cose.

SCUOLA POPOLARE
Tema: “Scrivi una lettera ad un tuo amico dandogli tue notizie e narrandogli come hai trascorso le vacanze natalizie” (16 gennaio 1953)
Caro amico,
Ti faccio sapere un po’ delle mie notizie, come stai? Credo bene come altrettanto ne è di me. Quassù adesso siamo in mezzo a molta neve, io ne son già quasi stufo, farei cambio con te, che sò ti piace tanto sciare. Se vuoi venire qualche giorno, vieni pure.

Tema: “I miei giochi in questa stagione” (I Champét 26 aprile 1939)
Oh com’è cara la primavera perché porta con sé i profumi di viole, i canti degli uccelli e delle rondini. L’aria è mite, il sole si fa più tiepido, perciò permette di andare nei prati tutti fioriti a raccogliere delle belle viole, ci riuniamo in tre o in quattro poi portiamo nei prati la terra, intanto ci divertiamo un momento a rotolarci nei prati tra l’erba.

Tema: “Il mio paese” (29 ottobre 1935)
Il mio paese è in montagna della Provincia di Cuneo conta abitanti 1125 frazione Marchetti la sua parrocchia è S. Claudio. Vi si coltiva grano, legumi e frutta.

Diario – 29 novembre 1927 Anno VI
Lunedì sono andato al pascolo con le pecore e per combinazione mi sono trovato con un mio compagno che quest’estate era stato insieme a me quasi tutta la stagione. Eravamo andati a pascolo delle bovine, ci eravamo trovati lassù alla “selasa” cioè Col San Bernardo dove confina con Bagnolo ed avevamo visto giù tutta la pianura fino a Torino.

Tema: “La chiesa è in costruzione” (5 novembre 1927)
La nostra Chiesa è molto avanzata in costruzione. Dalla parte di mezzanotte c’è un confessionale e dalla parte di mezzo giorno sono quasi finiti i scalini per andare al primo piano dove le Figlie di Maria vanno mettersi in divisa.

Diario 23 marzo 1925
Sabato 23 marzo abbiamo cominciato la primavera eppure sembra che venga l’inverno; nevica ancora sempre e non spunta l’erba. Spero che venga presto la bella stagione e che si vestano gli alberi. Quest’oggi sono andata alle sepolture; ma le strade erano fangose io camminavo adagio perché avevo paura di cadere e farmi male.

Tema: “Come ho trascorso il Natale” (27 dicembre 1971)
Il giorno di Natale l’ho trascorso assai bene perché sono venute le mie amiche da Torino. Con loro siamo andate a Messa di mezzanotte ove abbiamo cantato delle belle lodi a Gesù Bambino.

Tema: “Come si è passato il S. Natale al Famulato”
La vigilia del S. Natale si sono radunate in casa molte delle nostre compagne fino a mezzanotte poi siamo andate alla S. Messa che fu cantata solenne con l’armonio. All’Elevazione si è scoperto il S. Bambino Gesù e quale gioia fu di averlo in mezzo a noi e di sentirlo nei nostri cuori: ci siamo accostati alla S. Comunione.

29 Dicembre 1924 – Diario
Martedì sera sono andata alla Messa di mezzanotte, ho cantato di lodi e poi mi sono imbacuccata ben bene e su per la strada che era bella ma buia io non avevo paura perché ero con mia sorella e poi c’era tanta gente, chi cantava, chi rideva ed tutto era allegro.

"Il primo anno che c'era la maestra Angioletta che non capiva la nostra parlata di Ostana, e allora quando uscivamo da scuola ci diceva sempre di andare a casa e noi tiravamo palle di neve a quelli dei Ciampetti, alle ragazze e tutto giù di lì, e ci diceva 'Andate a casa' e noi 'Isto quieto'.

[ ... ] E noi dovevamo andare a scuola alle ot­to o otto e mezza così, partivamo sempre un'ora prima, poi facevamo delle scivolate, scivolavamo lì per il pendio di Minolou, lì era un accentuato e uniforme pendio e scivola­vamo giù due o tre volte, con gli zoccoli, con gli zoccoli si scivolava bene. Tounin Bë­pin aveva la cartella di legno, s'è seduto sul­la cartella, la cartella si è aperta, vroun ... tut­to giù! i libri, i quaderni, tutto sparpagliato. Poi corrergli dietro, poi in fretta ripartire e an­dare a scuola.

C'eravate voi quella volta che eravamo andati a scuola alle Sanhe. Erano caduti pochi centimetri di ne­ve, andavamo anche al pomeriggio, andavamo al mattino poi venivamo, mangiavamo poi anda­vamo nuovamente; era caduta una piccola quan­tità di neve, allora alle due siamo andati in là per andare a scuola.

Un giorno uscendo da scuola tutti i ragazzi di una classe sono andati al Sërét. Là c'era una pecora legata che pascolava. Era quella di Chiri Maria (la zia di Carlinou). Loro l'han­no slegata dall'albero e poi le hanno legato tut­te quattro le zampe insieme. Il giorno dopo si è saputo e tutta la classe è stata punita, anche le ragazze.

Un giorno mi ero fatta passare il problema da mio cognato - Raso Chiaffredo - e il maestro Serre si è accorto e ci ha messo in castigo e mentre ci metteva in castigo ha detto a lui: "Vuoi fare tu il maestro?" e a me: "Vuoi far­ti crescere le orecchie come gli asini?.

"Andavamo a scuola a Crissolo, eravamo io, Mario dal Moulinie, Ioulondo, Meni Flipoun e Janin dë Nucchou. Janin dë Nucchou veniva giù fin da La Ruà e andavamo su dietro a Bati­stin dë Pér, il messo. Ma c'era molta neve e al­lora lui andava su prima, andava ad aprirsi l'ufficio a Crissolo e noi dopo, pestavamo la ne­ve dopo di lui.