"Andavamo a scuola a Crissolo, eravamo io, Mario dal Moulinie, Ioulondo, Meni Flipoun e Janin dë Nucchou. Janin dë Nucchou veniva giù fin da La Ruà e andavamo su dietro a Batistin dë Pér, il messo. Ma c'era molta neve e allora lui andava su prima, andava ad aprirsi l'ufficio a Crissolo e noi dopo, pestavamo la neve dopo di lui.
Facevamo la traccia, su a piedi, da Ostana, da Minibrart, dalla Ruà andavamo alla Villa, nel municipio, lì facevamo la quinta, poi andavamo a mangiare alla refezione, stavamo tutto il giorno, alla refezione andavamo mangiare al Serre.
Dopo venivamo giù da scuola, una volta abbiamo trovato una tela cerata, ci sedevamo sopra e poi scivolavamo, girovagavamo tutto il giorno... era anche bello! Si doveva partire presto di qui, era ancora quasi notte, per arrivare in tempo a scuola al mattino poi stavamo lassù tutto il giorno, poi venivamo a casa era che già di nuovo notte. Passavamo sù tutto a piedi, arrivavamo tutti bagnati, avevamo gli zoccoli che colavano, ci spruzzavamo uno addosso all'altro..., erano inverni più regolari. Quando avevano fatto la scuola serale, le maestre abitavano lì da noi, venivano su da Paesana, c'erano anche quelle di taglio e cucito. Venivano in qua quelle di Champanho, di Champanho di Crissolo, dalle Sanhe. Mi pare proprio che l'hanno fatta tre anni (la scuola), c'era tanta gente, era dopo la guerra."