Pinot Martin (Giuseppe Bessone) abitante de I Martin iniziò la costruzione dei tre fabbricati adiacenti la cappella di San Bernardo coadiuvato dai figli. Muratore provetto ed altrettanto abile artigiano del le­gno", Pinot aveva trasmesso le sue capacità ai figli Chéc (Francesco, 1901-1982), Jan (Gio­vanni, 1905-1973) falegname, emigrato poi in Francia e Pin (Giuseppe, 1909-1981), la men­te più eclettica dei tre. Per quest'ultimo la po­polazione di Ostana aveva vezzosamente co­niato il soprannome di Pin Pëndulo.

In base a quanto riscontrato in alcuni documenti medievali recentemente ritrovati e riportanti i possedimenti degli Enganna ad Ostana, è riportato il disegno schematico di un edi­ficio a torre, di pianta quadrata.

Una particolare e per certi versi unica costruzione è quella di Jan da Mounnho, elevata a due piani e situata nella zona centrale della borgata. È possibile notare la pregevole fattura dell’intonaco e della pittura realizzati sulla facciata principale, che si presenta con tinta color arancio con rigature verticali e orizzontali di colore più scuro a riprodurre una muratura di mattoni.

"Era nella terra. Mamma mi raccontava che suo padre l'aveva ricostruita, nel 1896, voleva farla più alta. E suo nonno non ha voluto, ha voluto che la facesse come era prima, bassa, con il portico. Si entrava di lì, poi si entrava nella stalla."

Comune di Ostana

Il palazzo comunale risale al 1846. Sulla facciata d'ingresso è affrescato lo stemma araldico del comune. All'interno, quattro locali del­l'ultimo piano sono occupati dalla documentazione del Civico Museo Etnografico; al 1° piano sono collocati l'ambulatorio medico, la sede del Gruppo A.N.A. di Ostana.

Acò de Balou

Acò de Balou (proprietà dei Balou), è un imponente edificio sito a monte della piazza centrale del ca­poluogo. Balou è il soprannome delle famiglie attuali proprietarie dell'edificio, di cognome Lombardo. Sulla facciata di levante sono effigiati una Madon­na con Bambino, San Chiaffredo ed uno stemma gentilizio. Quest'ultimo particolare accrediterebbe l'appartenenza del fabbricato ad un casato nobilia­re.

La Canonico (lett: la Canonica) è un antico e grande fab­bricato, un tempo residenza del parroco. Sulla facciata a mezzogiorno è dipinta una meridiana datata 1655. Ac­costate, sono visibili le tracce di un altro orologio sola­re, e, superiormente, una piccola "nicchia" di forma ret­tangolare conserva un dipinto raffigurante l'immagine di un santo. Quest'ultima caratteristica compare anche sulla facciata di ponente. Il fabbricato era collegato alla Chiesa parrocchiale tramite un porticato. L'edificio reli­gioso, dedicato a S. Claudio, è stato oggetto nel XX se­colo di vari rifacimenti.

Le mèire sono fabbricati in pietra e lose composti da due vani sovrapposti frammezzati dal trabialum.

Questo era costituito da alcuni travi portanti infissi nei muri perimetrali e da fusti giovani di betulla o preferibilmente di maggiociondolo, pianta che meglio sopporta l’umidità, deposti sugli stessi e accostati perpendicolarmente.