Le immagini raffigurano la casa di Bruno Bossa sita in fraz. Marchetti prima e dopo il lavoro di restauro, la famiglia Valla e la loro casa.

Il riuso del patrimonio architettonico ha determinato una nuova identità e riconoscibilità di questo piccolo comune di alta montagna, duramente colpito dai processi di spopolamento della seconda metà del Novecento.

All’attenzione per la qualità ambientale e architettonica sono seguite molte iniziative di carattere culturale che hanno innescato processi di rivitalizzazione del luogo. L’associazione I Rënèis ha realizzato il museo etnografico di Ostana, recuperato la rete degli antichi percorsi le Vie d’Oustano e pubblicato i Quaderni sulla storia e la cultura locale.

Le immagini rappresentano Renato Maurino all'opera, il Civico Museo Etnografico, la borgata S.Antonio innevata ed il cielo di Ostana.

Le immagini illustrano lo stato di casa Bollati precedente e successivo al restauro. L'abitazione è sita in borgata San Bernardo.

Le foto e le tavole rappresentano la casa dell’architetto Renato Maurino situata ai Bas.

Le immagini rappresentano la chiesa di Ciampagna, un particolare di resti di una finestra, l'albero che si trova davanti alla cappella di San Nicolao, un’abitazione con muratura e scala in pietra e “voltino” sopra la porta (situata ai Ciampetti), uno spourçoou, il particolare di una finestrella triangolare.

Le immagini rappresentano l'interno delle tipiche stalle ostanesi e un’abitazione in stato di rudere con la tipica muratura in pietra e tetto in lose

La filosofia che è stata seguita anche nelle poche realizzazioni ex-novo, si è sempre preferito privilegiare il recupero del patrimonio esistente.
Gli interventi hanno riguardato sia il patrimonio privato che quello pubblico, sia il costruito che la qualificazione degli spazi aperti: case, edifici del Comune, strutture ricettive, costruzioni di servizio, garage, spazi pubblici, percorsi pedonali, parcheggi.

Al centro un’unica semplice idea: quella della continuità nella trasformazione.

Le immagini rappresentano alcune abitazioni tipiche di Ostana, nella zona degli Ambornetti e dei Durandin, in stato di rudere con la tipica muratura in pietra e tetto in lose.

Di particolare interesse un “voltino”, un arco realizzato con pietre messe a coltello sopra la porta della casa, una finestrella situata in loc. Bodo (Ciampagna) incorniciata da un motivo a stella in calce e un architrave in legno.

Da diversi anni Ostana, paese occitano dell’alta valle Po, è diventato un importante punto di riferimento sul tema del riuso e della valorizzazione dell’architettura alpina.
A partire dagli anni '80, le diverse amministrazioni succedute nel corso del tempo hanno infatti perseguito, insieme alla comunità locale ed a progettisti qualificati, come l’architetto Renato Maurino, una diffusa e condivisa politica di recupero delle antiche costruzioni montane in un’ottica di qualità.

Le foto qui raccolte rappresentano alcuni degli elementi tipici della tradizione: un tetto in lose, una finestra con griglia, una data di costruzione (1906) incisa su una pietra di una casa, tetti in lose visti dall’alto. Altre due immagini rappresentano la Borgata de La Villo.