La culla (cunot in Occitano) risale alla prima metà XX secolo, è realizzata in legno ad incastro ed è dotata di pomelli intarsiati.
La culla ha una struttura lignea composta da due sponde e due testiere. Le testiere presentano una parte centrale arrotondata e pomelli intarsiati. Presso la testiera si trova un cerchio in legno di faggio (arçoun) come supporto a un velo (lani). I piedi sono composti da un pezzo di legno sagomato a mezzaluna per il dondolamento. Il pagliericcio è assemblato con fasci di paglia di segale posizionate trasversalmente alle assi e con le spighe alternate per livellare il piano di appoggio. Lungo le sponde sono presenti sei fori per il passaggio di un nastro (liacuna) per assicurare il bambino alla culla.
In inverno la culla veniva posizionata nell'ambiente più caldo della casa, la stalla, e il lani proteggeva il bambino dalle mosche, oltre che a riparare dal freddo e dalla luce.
La culla è un prestito di Caterina Bertorello ved. Lorenzati.
