Cote

La cote (moulouiro in Occitano) serviva ai contadini per affilare la lama della falce. Numerosi di questi oggi sono custoditi al Museo di Ostana.

La cote era una pietra di forma allungata e stretta adatta ad essere impugnata e passata sulla lama da affilare. Con il polpastrello del pollice si controllava dove dare le prime passate di cote e la sgrassatura della lama. Per questa operazione la falce fienaia veniva capovolta con la parte posteriore della lama appoggiata al ginocchio.

Cote
La cote si passava ripetutamente sui due lati del filo della lama partendo dal tacco in direzione della punta della lama. Si infilava quindi in un apposito portacote (couìe in Occitano), precedentemente riempito d’acqua.
Appena la falce veniva martellata, era preferibile usare la cote in pietra, mentre quando la lama era più rovinata si usava quella in smerilhou: quest'ultima levigava la martellatura, pertanto bisogna tenerla più leggera.

"Le moulouire le compravamo, quelli che vendevano le falci vendevano anche le moulouire; erano di pietra, poi ultimamente c’erano poi già quelle smerillhou, ma rovinavano di più la lama, la martellata andava subito al diavolo con le smerillhou”.

Gli oggetti sono rispettivamente una donazione di Oreste Lorenzati e un prestito di Giuseppe Lombardo.