Al Museo di Ostana sono custodite numerose lenzuola (linçol in Occitano) in canapa.
Per confezionare le lenzuola, si prendeva una pezza di tela (prodotta da un tessitore del paese o dei paesi vicini). Se questa era abbastanza larga, se ne tagliavano tre pezzi della lunghezza desiderata e si cucivano; infine si faceva l'orlo in alto e in basso.
Le lenzuola di canapa presenti al Museo sono cucite a mano con filo di cotone.
Un lenzuolo è costituito da due pezze di tela della larghezza di 92 cm l'una, cucite l'una accanto all'altra. Presenta un orlo in alto e in basso. La tela è fine, bianca.
Un secondo è formato da due pezze di tela della larghezza di 100 cm l'una: ogni pezza è cucita a metà producendo due bastine di 1 cm l'una (forse per renderlo meno largo). Il lenzuolo si presenta diviso in quattro striscie, le due laterali di 42 cm e le due centrali di 53 cm; ha un orlo in alto e uno in basso. Le pezze sono cucite fra loro a mano con filo di canapa, mentre l'orlo è cucito a macchina con filo di cotone verdastro. La tela è grezza, probabilmente ricavata da sacchi o da materiale militare.
Il terzo, in tela di canapa, è formato da due pezze della larghezza di 91 cm ciascuna: ogni pezza è cucita a metà producendo due bastine di 1 cm l'una (forse per renderlo meno largo): il lenzuolo si presenta perciò diviso in quattro striscie, le due laterali di 40 cm e le due centrali di 51 cm. Su una metà, non essendo probabilmente la pezza non abbastanza lunga, risulta aggiunto un pezzo, della stessa larghezza e su quest'ultimo si intravede una traccia di marchio a stampa, indecifrabile. Il lenzuolo presenta un orlo in alto e uno in basso. E' cucito a macchina con filo bianco e azzurro. Anche in questo caso la tela è grezza, probabilmente ricavata da sacchi o materiale militare.
Le lenzula sono una donazione di Chiaffreda Bertorello.
Ad Ostana, fino agli 1940/1950, si svolgeva l'intero processo di coltivazione e lavorazione della canapa "charbou". La pianta della canapa veniva coltivata dalle famiglie in piccoli appezzamenti; ogni famiglia provvedeva poi allo sradicamento, macerazione, stigliatura e pettinatura. La fibra veniva in seguito portata a tessitori "tisòou" del paese prima e dei paesi vicini in un periodo successivo (Paesana, Barge, Sanfront). Questii restituivano le pezze di tela "teze" della larghezza approssimativa di 70 cm.
La canapa era utilizzata per produrre camicie, lenzuola, coperte o sacchi. Preferibilmente, per le lenzuola e le camicie si usava il filo di "risto", fibra di qualità migliore e più morbida. Fino ad inizio XX secolo, anche per cucire, si utilizzava il filo di "risto" filato in casa, successivamente sostituito dal filo di cotone che veniva acquistato.
