Campanaccio

Il campanaccio (chouquin in Occitano) custodito al Museo di Ostana risale alla seconda metà del XIX secolo. Serviva per localizzare il bestiame al pascolo.

Il campanaccio veniva realizzato attraverso una fusione di bronzo a cui veniva poi aggiunto il battacchio mobile, sempre in bronzo.

Nel campanaccio custodito al Museo di Ostana, la campanella è di bronzo, ha apertura leggermente ovale, è dotata di un batacchio di bronzo fissato attraverso un filo di ferro ed è è sostenuta da una cinghia in cuoio chiusa da una fibbia in ferro e ottone.

Il campanaccio veniva fatto indossare alla maggior parte delle pecore, in modo che il pastore potesse identificarne la posizione anche in giornate nebbiose. Era utile anche per spaventare i serpenti quando queste pascolano nei boschi. A dire dei pastori, le pecore con il campanaccio si spostano meno perchè il ritmo fà in modo che si fermino maggiormente a brucare in una stessa zona. I campanacci aiutano a mantenere unito il gregge: se una pecora si allontana o rimane indietro, attraverso il suono riesce a localizzare le altre pecore e a raggiungere il gregge.

L'oggetto è una donazione degli eredi di Domenico Bertorello.