Cappella di Sant'Antonio

Resta ad oggi ignota la data di fondazione della piccola cappella di San Antonio  QR code, che sorge nel cuore dell’omonima borgata. Quel che è certo è che sul finire del 1700 già esisteva. La ritroviamo infatti nel Libro delle Valbe del 1789, custodito nell’Archivio Storico del Comune di Ostana, dal quale risulta che all’epoca misurava 16 tavole e 24 piedi e presentava una forma simile a quella attuale, seppur priva di portico.

La chiesa subì diverse e importanti modifiche nel corso della prima metà dell’ ‘800. Nel 1822 il campanile venne ricostruito utilizzando la tipologia “a vela” (non un vero e proprio campanile bensì una sottile superficie muraria innalzata al di sopra del tetto), e, nello stesso anno, vennero anche effettuati lavori di intonacatura all’interno della cappella. Nel 1823 si procedette con la sostituzione o rifusione della campana.

Cappella di Sant'Antonio

Risale al 1830 il porticato esterno che più caratterizza la cappella di Sant’Antonio e in quell’occasione venne anche rifatta anche la facciata. Negli anni seguenti fu sistemato il piazzale del porticato, costruito l’altare e dipinto l’interno della chiesa.
Le eccezionali nevicate del 1972, che causarono il crollo del tetto di San Claudio, non risparmiarono nemmeno la cappella di San Antonio, per la quale si rese necessario la ricostruzione del tetto e del soffitto, rifatto a soletta invece che a volta.

Fino agli anni ’50 era possibile ammirare sulla facciata sotto il portico tre affreschi, raffiguranti S. Chiaffredo a cavallo a destra, Sant’Antonio accompagnato da un altro santo in centro ed un quarto santo a sinistra, forse S. Claudio, S. Bernardo o S. Sebastiano. I dipinti che attualmente campeggiano sulla facciata risalgono al 2000 e sono opera del pittore Aldo Tufo che, basandosi sui resoconti degli abitanti e sulle poche tracce superstiti, ha voluto ridar vita alla scena. Attualmente sono rappresentati  S. Chiaffredo a destra, S. Antonio abate in centro e S. Claudio a sinistra.

Sant'Antonio affreschi

Nella cappella si festeggiava nel secolo scor­so solo S. Antonio abate, il 17 gennaio, successivamente si è iniziato a ricordare anche Sant’Antonio da Padova a giugno e dagli anni '50 circa, le feste per il Santo sono diventate più significative, pur restando la festa di gennaio quella più importante e più sentita, dal momento che in inverno la popola­zione aveva più tempo da dedicare ai festeg­giamenti. La sera precedente si preparava il fa­lò a la Crouxetto, all'incrocio tra la Vio de Scoste e la vio che scendeva alla Villa, pres­so il pilone votivo a valle della frazione. Il giorno seguente, dopo la celebrazione reli­giosa - durante la quale si distribuiva il cha­ritoun (pane benedetto) - si festeggiava con canti, balli, giochi e intrattenimenti.  
Era la gioventù della frazione - responsabile dell’organizzazione del ballo -, che si accordava con i sounadour e prendeva le necessarie autorizzazioni. Gli uo­mini non interessati al ballo, si intratteneva­no presso le "osterie" montate per l'occasio­ne presso una casa della bor­gata o presso il forno: l’oste veniva a turno dalle diverse borgate.