Nella borgata “Ciampetti” troviamo un’altra cappella dedicata alla Madonna, chiamata dalla popolazione Madono di Champét per distinguerla appunto da quella di Ciampagna. La cappella dei è l'edificio più rappresentativo della borgata.

Grazie al “Libro dei conti delle cose pie di Ostana”, conservato nell’Archivio Parrocchiale, sappiamo con certezza che la cappella nel suo aspetto attuale risale al 1822. In quell’anno si rese infatti necessario procedere alla ricostruzione dell’edificio religioso poiché quello precedente era troppo “angusto e pericolante”. Grazie ad una lettera del 1838 redatta dal parroco di allora siamo anche in grado di risalire all’epoca di costruzione della cappella precedente: nel documento si legge che essa è eretta da cento anni, risalirebbe dunque alla prima metà del settecento.
L’elemento più caratterizzante della struttura è sicuramente il portico, cinto da un alto muretto, che venne costruito nel 1837 e pavimentato nel 1839. L’ingresso principale avviene dal porticato e presso la facciata è possibile ammirare un affresco raffigurante la Visitazione di Maria, a cui è dedicata la cappella. L’intero edificio è realizzato in pietra locale, lasciata a vista su tre lati e presenta un tetto in “lose” di pietre (ristrutturato nel 1996).

Le entrate economiche della cappella erano rappresentate oltre che dalle offerte della popolazione, dal "lotto del fazzoletto?, dalla vendita di vari oggetti di biancheria e di capi di bestiame provenienti dalla soccida e dal­l’affitto di un prato di proprietà della cappel­la: prò Madono.
La popolazione locale è sempre stata molto affezionata alla festa della cappella, celebrata solennemente dal ‘700. Poiché la festa ricorreva nel pieno dell’estate, essa assumeva, oltre al valore religioso, anche uno sociale: era il momento in cui la comunità sospendeva temporaneamente i lavori agricoli più pesanti per riunirsi.

Nel corso del tempo la data della celebrazione subì un cambiamento: in base al calendario liturgico la festa della Visitazione sarebbe il 2 luglio, ma nel 1838 il parroco chiese al vescovo l’autorizzazione a celebrarla la terza domenica di luglio, poiché all’inizio del mese la popolazione era impegnata nei campi. Con il tempo andò a confondersi con la festa della “Madonna del Carmine”, celebrata il 16 luglio. È interessante infatti notare che la statua, che ancora oggi viene portata in processione, raffigura la Madonna del Carmine e non la Visitazione, nonostante la cappella sia dedicata a quell’episodio, come chiaramente indicano gli affreschi della facciata e la tela posta dietro l’altare.

La festa

La cappella de I Champét è dedicata alla Visitazione di Maria ma la data della festa non è quella stabilita dal calendario liturgico, bensì la 3° domenica di luglio, e questo di certo fin dal 1838, anno al quale risale un documento del parroco di allora, che richiedeva al vescovo l'auto­rizzazione a spostarne la dat­a. Si legge in questo documento: “... la festa della visitazione si celebra non il 2 luglio poichè la popolazione è assente per mietere il grano o spigolare…”.
Questo probabilmente il motivo per cui si iniziò a celebrare la Madonna del Carmine che ricorre in data più vicina e a portare in processione la statua che la raffigura. Ciononostante, sia gli affreschi della facciata che la grande tela dipinta che si trova dietro all’altare rappresentano la Visitazione.
Dallo stesso documento si legge che detta cappella è eretta da 100 anni circa (risale quindi alla prima metà del 1700) e chi scrive fa notare quanto la popolazione sia affezionata a tale festa. Ancora og­gi si sente dire "noustro Madono".

Anche i sacerdoti di Ostana vi erano affettivamente legati. Si legge nel testamento di don Giovanni Chiaffredo Raso del 1781 un la­scito alla cappella della Visitazione di lire 20. Sfogliando il "Libro dei conti delle cose pie di Ostana", si ritrovano citate le entrate e le spese sostenute in occasione dei festeggiamenti. Da queste si può intuire che la festa non era solo religiosa ma acquistava un si­gnificato sociale: collocata nel pieno dell'e­state, diventava un momento di temporanea sospensione dei lavori agricoli più pesanti. Nel 1796 viene citata la "polvere per la fe­sta" e qualche anno dopo vengono menzio­nati i "mortaretti" e si attribuisce una somma per "lo sparramento". Tutto ciò indica la solennità con la quale si celebrava la festa.

Anche le osterie svolgevano la loro attività negli spazi circostanti i pozzi, costruiti alla fi­ne del secolo scorso, che si trovano nei pra­ti pianeggianti nei pressi della Cappella e organizzavano la ristorazione per le famiglie che venivano dalle borgate più lontane, se­condo una consuetudine che si è ripetuta per ogni festività fino agli anni '50. In una concessione temporanea di pub­blico esercizio, rilasciata dal sindaco di Ostana il 16 lu­glio del 1921, è scritto " ... si concede la licenza tempora­nea di pubblico esercizio al­la frazione Ciampetti in pros­simità di quella Cappella ed in occasione della festa an­nuale che ha luogo ivi il gior­no di domani e per tre gior­ni cioè 16, 17 e 18 corren­ti... e che egli chiuda l'eser­cizio non oltre le ore 24 del­lo stesso giorno 17 luglio 1921." Questo documento te­stimonia che la festa durava tre giorni ed è un'ulteriore conferma della solennità con cui veniva celebrata.