Cappella di San Nicolao

A dominare il pianoro di San Nicolao, si erge l’omonima chiesetta, il cui aspetto attuale risale al totale restauro realizzato nel 1897, data incisa sulla fiancata esterna orientale dell’edificio. La cappella è realizzata in muratura di pietra ricoperta da calce e  presenta un tetto in lose. La facciata è molto semplice con una sola croce come decorazione sopra il portale d’accesso ed è sormontata, come altre cappelle di Ostana, da un campanile a vela.

Come per la chiesa di San Claudio, la storia di San Nicolao è ben più antica di quanto appare oggi e risale all’età medievale. In base ai documenti medievali essa sarebbe stata la prima chiesa di Ostana (cattedratico del 1387) e la festa di San Nicolao veniva già celebrata agli inizi del ‘400 (Statuti di Ostana del 1425).

La prima chiesa parrocchiale

Nel 1351 viene nominato rettore Pietro Venollono di Barge e nel 1384 Antonio Gay di Sexana. Nell’elenco delle chiese della Diocesi di Torino che pagavano il cattedratico (tassa diocesana) nel 1386 è nominata l’Ecclesia S. Nicolay de Augustana, forse dipendente dalla chiesa pievana di Barge.

La chiesa parrocchiale di Ostana, dedicata nel 1351 a S.Nicolao, era intitolata nel 1432 ai Santi Nicolò e Claudio e nel 1440 solo a S. Claudio. La tradizione, tramandata di generazione in generazione vuole che fosse questa la prima chiesa parrocchiale di Ostana: la tesi è plausibile, dal momento che il centro di Ostana si trovava nelle borgate alte. Una conferma ufficiale viene da un documento del 1839, la supplica avanzata al Vescovo dagli allora rettori della Cappella i quali chiedendo il permesso di poter celebrare la festività del Santo anche per quell' anno nell’ultima domenica di agosto in quanto a novembre, giorno ufficiale di S.Nicolao, la popolazione è molto scarsa poiché si trova nel Canavese a pettinar canapa. Per meglio perorare la causa, sottolineano che "... la suddetta cappella fu la prima chiesa parrocchiale eretta in questi contorni dopo l'invasione dei Calvinisti, per ivi radunarsi a celebrare le Sacre funzioni, e seppellire i cadaveri dei loro morti…”.

Vela di San Nicolao

Nel 1490 la chiesa viene adibita a lazzaretto e fu utilizzata come lazzaretto sia nel periodo della peste del 1700 che durante l'epidemia degli ultimi anni dell'800 fino all’epidemia della Spagnola dopo la Grande Guerra.
La Cappella riporta, incisa sull'esterno della fiancata est, la data 1897, anno in cui è stata restaurata a nuovo.
Il ricordo di un’origine remota di questa chiesa è ancora ben vivo nel 1839, quando in una supplica dei Rettori al vescovo si legge “la suddetta cappella fu la prima chiesa parrocchiale eretta in questi contorni dopo l’invasione dei Calvinisti, per ivi radunarsi a celebrare le Sacre funzioni, e seppellire i cadaveri dei loro morti, come ben puosi rilevare dai residui monumenti, e dalle relique ceneri di quei antichi defunti”.

San Nicolao

Da questa supplica si evince inoltre una connessione con l’ambito cimiteriale e d’altronde sono numerosi i riferimenti all’uso di seppellire i defunti sia intorno alla chiesa che nel pianoro antistante. Proprio da questo pianoro partiva poi un sentiero che nella toponomastica locale viene ricordato come “la Vio di Mort”. Secondo la tradizione questa strada veniva percorsa per andare a seppellire i defunti ostanesi nel cimitero della Basa, a monte della borgata Beitoni di Calcinere, che infatti veniva denominato “sementeri de coui d’Oustana”. Il corteo funebre veniva accompagnato da un rumore cupo, simile al rintocco  delle campane a morto, che veniva prodotto dondolandosi sopra una grande masso in bilico su di una roccia piana. Sempre secondo questa tradizione, in inverno, quando la neve rendeva impossibile il tragitto, i defunti venivano provvisoriamente seppelliti sotto la neve intorno alla cappella di San Nicolao. Tutti questi riferimenti ad un uso sepolcrale della zona sembrano essere stati confermati nel 1967, quando, durante i lavori di restauro della cappella, emersero delle ossa umane sia al suo interno che all’esterno.

La chiesa

San Nicolao

La Cappella, ombreggiata da un grosso faggio e posizionata su uno sperone di roccia, è provvista di una minuscola campana, mentre all'esterno di una casa nella borgata di Miriquiri QR code si trova quella di dimensioni più grandi che reca inciso sul bordo "S. Nicolao 1884". Il motivo per cui la campana sia stata qui posizionata viene ricondotto sia alla maggior comodità nell'usufruire della stessa quale richiamo della popolazione sia perché pare che quella precedente fosse stata asportata dagli abitanti di Oncino.
Ancora oggi nella Cappella si celebra la festività di S. Michele la seconda domenica di maggio e la festa di S.Nicolao la terza di agosto. Mentre la festa di S.Michele consiste nella sola celebrazione dei riti religiosi, ad agosto si è mantenuta la tradizione del falò sulle Roche dë Samicoulaou alla vigilia e del ballo nel pomeriggio della domenica, ora presso i Juëc dal Sërè.